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venerdì 4 marzo 2016

A Letto Con Londra - Capitolo 3 - Il Dubbio

Si dice che la mente umana spesso e volentieri giochi brutti scherzi. Alcuni la ascoltano costantemente, altri seguono il cuore, certi ragionano con le parti basse, molti invece si tappano le orecchie e agiscono seguendo l'istinto! Quando invece ci troviamo di fronte a delle sfide, possiamo fare solamente 3 cose: affrontarle, ignorarle, o scappare. Io scelsi la terza.

Avrei potuto affrontare il carattere degli inglesi semplicemente mettendomi nei loro panni, impegnarmi a capire in che modo la loro mente funzioni e prendere in mano la situazione tirando fuori le palle (cosa che noi sardi abbiamo da vendere). Oppure avrei potuto decidere di ignorarli, farmi scivolare il loro carattere ostile e falso, i loro modi di fare altezzosi e la loro scarsa empatia nei confronti di qualsiasi essere umano. Invece decisi di non essere in grado di reggere il confronto, e scelsi di scappare da Londra. Certamente non potevo tornare in Sardegna, sarebbe stato un clamoroso fallimento, e non potevo andare in un'altra città straniera dato che non conoscevo altre lingue. Le opzioni quindi si ridussero allo scegliere tra Milano e Roma. Visto che considero Milano una mini versione di Londra, scelsi di andare a vivere nella grande capitale.

Per colmare la profonda delusione che avevo nei confronti di me stesso e del fatto che, anche se avevo trovato una scappatoia era comunque un fallimento personale, decisi di riprendere in mano il mio vecchio personaggio Duca Vanity e trasformarlo in un alter ego più maturo ed evoluto. Avevo bisogno di una maschera che mi permettesse di esprimere la mia insoddisfazione personale, ma sopratutto avevo bisogno di uno scudo e di un'immagine da usare in pubblico per dare forza al mio animo e nascondere la mia sconfitta. Così nacque Shiva Queen.

Shiva Queen fece i primi passi nei locali romani nel 2007 grazie all'aiuto di Simone (Polena) e del mio migliore amico Angelo. A quei tempi l'ambiente romano era eccessivamente selettivo. Pochi riuscivano a fare carriera come Drag Performers e le persone che si cimentavano in questa impresa non erano tantissime. Esisteva una forte diatriba tra Muccassassina e Alpheus, per cui molto spesso gli artisti erano costretti a dover scegliere una fazione con la quale schierarsi. Angelo lavorava come ballerino per la Muccassassina, mentre Polena, sebbene loro amico, lavorava all'Alpheus. Mi trovavo quindi al centro di una guerra tra titani della quale potevo anche fare a meno. A me non interessava prendere posizioni, né tanto meno scegliere chi frequentare e chi no. Volevo essere amico di tutti e vivere una vita spensierata che mi permettesse di non dover affrontare la delusione profonda che sentivo.

Per circa 2 mesi stetti a casa di Angelo, dandomi alla pazza gioia tra un locale e l'altro. La vita a Roma, sopratutto quella mondana e notturna, può diventare deleteria. Quando il divertimento diventa eccessivo, ti distrae dagli obblighi di tutti i giorni e ti catapulta in un mondo nel quale ti convinci di non avere né responsabilità né che le tue azioni abbiano conseguenze. In quei due mesi a Roma non riuscii nemmeno a trovare un lavoro. In tutta onestà, nemmeno lo cercavo. In cuor mio sapevo di non appartenere a quel posto, e sapevo che prima o poi me ne sarei andato nuovamente.

Un giorno mi svegliai, guardai Angelo, sorrisi e lui mi disse: "Hai deciso di tornare a Londra, vero? Ti conosco troppo bene!".

Prima di tornare a Londra decisi di fare un salto in Sardegna e passare il Natale con la mia famiglia. Non potevo sapere che quello sarebbe stato l'ultimo e l'unico Natale che avrei potuto passare nella mia città e ad oggi conservo nel mio cuore tutte le emozioni e i sentimenti che ho provato in quei mesi. Era un periodo di confusione, un momento in cui avevo perso me stesso e non capivo chi fossi. Christian si stava annullando, e dentro di me prendeva sempre più vita e identità un personaggio che invece era più forte, stabile, sicuro di se. In fin dei conti, fu Shiva Queen a scegliere di tornare a Londra. Christian ancora si tormentava sul perché avesse lasciato quella città e sul perché non fosse stato in grado di tirare fuori le palle e agire anziché piangersi addosso.

Dentro di me lottavano due personaggi. Uno debole e sensibile e uno menefreghista e diva. Poi si sa, è più facile ignorare il proprio cuore fingendo di essere forti, piuttosto che ammettere la sconfitta e rimboccarsi le maniche.

Arrivò Febbraio...

"...una guerra tra amore e odio. E' un mese nel quale le persone si confrontano con se stesse e, quasi per magia, riescono a prendere le decisioni più impossibili e difficili... considero il mese di febbraio come una fonte di rinascita e rivoluzione. Tutte le mie più grandi decisioni sono state messe in atto in questo periodo: quando mi trasferii a Londra la prima volta, la seconda volta, e la terza esattamente 3 anni fa. Non so perché io scelga questo mese, ma sta di fatto che per culo o per fortuna, febbraio è sempre la mia musa ispiratrice." (Capitolo 1).

Contattai così i miei vecchi manager in Selfridges, e ottenni nuovamente lo stesso lavoro, nella stessa area, con la stessa posizione. In fin dei conti ero bravo nel mio mestiere. Sapevo vendere, sapevo parlare ed esprimermi e sapevo relazionarmi con le persone.

Questa volta però, qualcosa era diverso, qualcosa funzionava in un altro modo. Perché non mi ero messo il problema degli inglesi e dei loro modi di fare? Perché non avevo pensato al motivo per il quale in primis ero scappato da Londra? Dove erano le mie paure, il mio stare male se trattato con arroganza e con poco rispetto, la mia voglia di scappare? Dove era Christian?

Christian era in un angolo, sotto ad un tavolo, un po' come Lord Voldemort dopo essere stato sconfitto da Harry Potter. Era sempre li, ma inerme. Pensava, ma non agiva. Soffriva, ma lo faceva in silenzio.

Questo passaggio ancora mi confonde. Perché sentii il bisogno di creare una seconda personalità per affrontare la mia vita e le mie paure? In fin dei conti ero sempre io, in entrambe le forme. Forse, internamente, pensai che sarebbe stato più facile iniziare da capo con un'altra persona, un altro me. Forse ero talmente deluso da Christian e dal fatto che non fosse riuscito ad affrontare Londra e gli inglesi, che decisi di rinchiuderlo e punirlo per il suo essere debole e senza palle.

Di certo non potevo sapere che questo nuovo alter ego, Shiva Queen, avrebbe preso una forma più concreta e mi avrebbe portato in posti e situazioni che mai avrei immaginato. Non sapevo ancora che nei successivi 5 anni Shiva Queen sarebbe diventato un fenomeno che avrebbe sempre più sotterrato e nascosto Christian, accantonato i suoi sogni e i suoi desideri per rincorrere una vita di fama e di successo.

Ero nuovamente a Londra "...la città in cui tutto ciò che desideri può diventare realtà...".

Ma questa volta le mie intenzioni erano diverse. I miei progetti erano altri. Io, ero un'altra persona.

Io ero Shiva Queen.

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